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Fisarmonica elettronica Roland


Modello FR3sb


Roland FR-3sb
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Vantaggi (perché io l’ho scelta)

  1. Non è una fisarmonica, ma ci assomiglia abbastanza.
  2. Si può suonare in cuffia.

Considerazioni varie e problemi incontrati

  1. Per chi è interessato, si converte anche in bassi sciolti.
  2. Costa 2′000 euro1, che è ben troppo rispetto al suo valore. La metà sarebbe un prezzo più corretto. Da notare che è un prodotto soggetto ad un deprezzamento considerevole in breve tempo: si aggiusta con difficoltà in caso di guasti, il software diviene presto obsoleto,… Facilmente si trova/troverà sul mercato dell’usato ad una frazione del prezzo.
  3. Il mantice, quando è morbido, sfiata con un rumore molesto: servirebbe collocare la valvola non sopra ma sotto (distante dalle orecchie) e sopratutto adoperarne una silenziosa. Quando è duro comunque (io lo adopero in posizione 2) non fa alcun rumore e suona bene.
  4. Il mantice tende ad “aprire”: dopo alcune note in apertura e altrettante in chiusura, il mantice non ritorna al punto di partenza; già l’esercizio 1 dell’Anzaghi (sopratutto se ripetuto con un metronomo lento, da principiante) risulta molto arduo da eseguire poiché ci si trova presto con il mantice esageratamente esteso. Si è costretti allora ad adoperare il mantice nelle posizioni più ‘dure’.
  5. L’involucro su cui poggia il palmo della mano sinistra non è fissato a dovere, e produce un gemito scricchioloso che pare un parquet del ‘700; non è carino, per uno strumento musicale.
  6. Le pile durano veramente poco. Anche con la cuffia, la durata è di 2/3 ore sia con pile usa e getta (Duracell) che con batterie ricaricabili (Ni-MH 2900 mAh).
  7. E’ assai noioso accedere al blocchetto delle pile e doverle togliere tutte per la ricarica. Fra l’altro alla lunga è facile che qualche filetto si tiri/strappi/dissaldi. Sarebbe meglio avere la possibilità di ricaricare lasciando le batterie in loco (tipo cellulare, semplicemente infilando uno spinottino) e/o ridisegnare il blocchetto delle pile in modo da poterlo al volo sfilare/infilare, senza coinvolgimento di fili volanti (che sanno tanto di prototipo).
  8. Sarebbe utile (e di costo prossimo allo zero) accludere allo strumento un secondo blocchetto pile (è solo un piccolo scheletrino di plastica) per permettere una cambio rapido a chi ritiene di voler avere un gruppo pile di riserva pronto all’uso. Dati i due punti precedenti, mi pare quasi imperativo (e non oneroso, costerà in fabbrica circa 0.5 centesimo, letteralmente).
  9. Sporadicamente smette di suonare. Accade non mentre si suona, ma dopo una sosta. Riprende se si toccano i registri.
  10. Sporadicamente si spegne e riaccende da sola.
  11. Si dovrebbe aggiungere alla funzione MtS del metronomo un valore 0 (oppure 9) per “no tempo”, ossia il semplice tic-tic-tic del classico metronomo meccanico, senza campanellino.
  12. Lo spinotto di alimentazione ha la tendenza a sfilarsi: servirebbero un modello di spinotto più saldo oppure un piccolo blocco meccanico.
  13. Le cinghie sono miserelle. Servirebbe anche un attacco trasversale posteriore.
  14. I bottoni (sopratutto del canto) sono molto “leggeri”: assomigliano a quelli di un citofono. Sarebbe utile appesantirli con una resistenza (a molla?) che li renda simili a quelli di una bottoniera meccanica. In specifico, i bottoni della mano destra potrebbero essere montati su pistoncini con asse obliquo, così da riprodurre da vicino il lieve arretramento che si ottiene pigiando una bottoniera classica.
 

1 Novembre 2007 (↑)

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