
Photo ©© William Hook
- Metti e togli
- Mentre si scatta
- Dopo gli scatti
- Per chi viaggia molto
- Se una scheda manifesta errori
- Come si produce una schedina
Metti e togli
L’impressione che molti hanno delle immagini memorizzate in digitale, fatti i confronti con i classici rullini di pellicola o addirittura con la pellicola in fogli (per non dire delle antiche lastre di vetro), è che il digitale sia più pratico, compatto, più facilmente conservabile, trasmissibile, utilizzabile. E questo è vero, in qualche sporadico caso: chiedete ad un fotografo professionista, che una volta girava il mondo con centinaia di rullini nella borsa, cercava ogni trucco per non farli passare troppe volte sotto i varchi a raggi X degli aeroporti1, si preoccupava di tenerli in frigo il più possibile2. Ora lo stesso fotografo conserva tranquillo al sicuro nel taschino della giacca qualche schedina di memoria, pochi grammi, con centinaia o anche migliaia di fotografie.
Tuttavia le cose non sono come sembrano: la fotografia digitale è più a rischio della fotografia tradizionale. E’ assai più effimera. Sono tante le insidie, e molte ben taciute da chi produce o vende apparecchi fotografici e affini. Chissà perché?
Per quanto in specifico riguarda le schede di memoria, occorre un po’ di cautela quando s’infilano o si estraggono dai loro alloggi, e questo vale tanto per l’apparecchio fotografico che per il lettore di schede del proprio computer. Alcuni consigli:
- Prima di mettere o togliere una scheda, per sicurezza, è sempre meglio spegnere la macchina fotografica.
- Se si è appena finito di scattare, è consigliabile attendere qualche secondo prima di spegnere la macchina3
- Quando si è terminato di adoperare la schedina attaccata al proprio computer, seguire sempre la procedura corretta per la “Rimozione sicura dell’hardware” e attendere sempre il messaggio “E’ possibile rimuovere l’hardware”.4 Il rischio, altrimenti, è di corrompere il sistema di memorizzazione e di perdere i dati.
Mentre si scatta
Due consigli:
- Non rischiare mai che le batterie della macchina fotografica si esauriscano completamente. Sarebbe stupido:
- Per via della Legge di Murphy è sicuro che si presenteranno innumerevoli opportunità di scatto, irrinunciabili, proprio quando la batteria è completamente finita.
- A volte, quando la macchina fotografica si spegne mentre sta scrivendo in memoria, si creano alcuni errori che possono corrompere anche le immagini precedentemente immagazzinate.
- Non rischiare mai che la scheda di memoria si riempa completamente. Sarebbe stupido:
- Per via della Legge di Murphy è sicuro che si presenteranno innumerevoli opportunità di scatto, irrinunciabili, proprio quando la scheda non è in grado di memorizzare più nulla.
- A volte, nel tentativo di memorizzare dati su una scheda che non ne può contenere oltre, si generano alcuni messaggi di errore e si possono corrompere anche le immagini precedentemente immagazzinate.
Dopo gli scatti
E’ preferibile non cancellare manualmente le singole immagini sulla macchina fotografica, bensì trasferire le fotografie sul computer di lavoro e da quello eliminare tutti i dati della scheda in un colpo solo. Ciò aiuta ad allungare (o almeno, non ridurre) la vita utile della scheda di memoria, la quale è fatta per sopportare solo un numero limitato di cicli di riscrittura.
Altrettanto, è utile riformattare la scheda di quando in quando, per ripulire eventuali parti malfunzionanti della memoria.
Per chi viaggia molto
Dopo aver quasi riempito una o due schede di memoria, se possibile si scarica tutto sul proprio pc e si riformattano le schede per adoperarle di nuovo. Ma cosa fare quando si viaggia? Portarsi un pc portatile potrebbe non essere la scelta giusta: si tratta di un articolo delicato, molto appetibile per il ladri, ingordo di energia elettrica, pesante ed ingombrante. E poi, non tutti ne hanno uno a disposizione.
Ecco due possibilità:
- acquistare molte schede di memoria e conservarle protette ed ordinate in qualche contenitore compatto e sicuro.
- acquistare un piccolo dispositivo a pile su cui scaricare le immagini direttamente dalle schede, tipo un HyperDrive.
La capacità di una singola scheda dipende da numerosi fattori5: qui sotto è una tabella6 per avere un’idea di massima.
| Macchina | File (MB) | 2GB | 4GB | 8GB | 16GB | 32GB |
| 6 Megapixel | 1.5 | 1200 | 2500 | 5100 | 10300 | 20700 |
| 7 Megapixel | 2.0 | 900 | 1800 | 3600 | 7300 | 14600 |
| 10 Megapixel | 2.9 | 650 | 1300 | 2600 | 5200 | 10350 |
| 12 Megapixel | 3.4 | 550 | 1100 | 2200 | 4400 | 8850 |
| 16 Megapixel | 4.6 | 400 | 800 | 1600 | 3250 | 6550 |
| 21 Megapixel | 6.4 | 300 | 550 | 1100 | 2300 | 4700 |
Sopratutto quando ci si allontana da casa è opportuno avere a disposizione più di una scheda, non tanto per questioni di spazio quanto per potersi proteggere da difetti di funzionamento.
Se una scheda manifesta errori
Quando accade che errori relativi alla memoria della macchina vengano evidenziati, è sano allarmarsi:
- Smettere subito di adoperarla, cessando qualsiasi operazione di lettura o scrittura.
- Travasare prima possibile tutto il contenuto su un’altro supporto (pc, dischi esterni,…)
- Se si teme che ci siano dati persi, tentare un recupero d’emergenza.7
- Formattare la scheda (all’interno della macchina fotografica)
- Fare uno ScanDisk per controllare eventuali problemi.
Come si produce una schedina di memoria
A dispetto di prezzi al pubblico molto contenuti, la realizzazione di ogni piccola schedina di memoria richiede un impegno considerevole in risorse tecnologiche ed umane, oltre ad una cura speciale nella progettazione così come nell’intero ciclo di produzione.
Ecco un video che illustra l’interessante processo di creazione delle memorie adoperate per registrare le fotografie digitali.
1 I raggi X rovinano le pellicole impressionate. (↑)
2 Le pellicole professionali sono sensibili al calore e vanno tenute in frigorifero. (↑)
3 Alcuni apparecchi impiegano un po’ a scrivere le immagini sulla memoria dopo lo scatto. (↑)
4 Per Microsoft Windows. Mac OSX e Linux hanno anche loro un sistema per smontare le schedine. (↑)
5 Tutti i valori sono da intendere in maniera flessibile: una parte della memoria di una scheda viene comunque adoperata per la formattazione, gli indici e altre funzioni, e non è quindi disponibile per le immagini. Inoltre le reali dimensioni delle immagini dipendono dallo specifico rapporto di compressione impostato, dalle caratteristiche di ogni immagine, dal software adoperato nella macchina, ed altre variabili ancora. Va poi considerato che i produttori di schede di memoria intendono 1 MB come un milione esatto di bytes mentre i sistemi operativi in uso sui pc definiscono 1 MB come 220 ossia 1′048′576 bytes: ciò conduce ad una leggera discrepanza fra i valori attesi e quelli riportati dal Sistema Operativo dei pc. (↑)
6 Fonte Lexar, riadattata; in realtà esistono schedine di memoria che superano di gran lunga le capacità indicate qui, ed arrivano sino a 128GB. (↑)
7 Di regola i files contenuti nelle schede di memoria sono recuperabili con programmi adeguati: se ciò è positivo poiché riduce il rischio di perdere per sempre immagini cui si tiene, va anche considerato il fatto che eventuali files privati e/o segreti sono molto a rischio se memorizzati su una di queste schede in quanto facilmente riesumabili anche dopo la cancellazione (fonte http://www.compactflash.org/) (↑)








